Emozione + Sport = Energia

Simone aveva appena acceso il televisore, come ogni giorno, per seguire il quotidiano telegiornale sportivo che riusciva a tenerlo aggiornato con le news di tutti gli sport.

Vedendo un servizio sull’imminente mondiale di calcio in Brasile, pensò alle migliaia di tifosi che, tra giugno e luglio, avrebbero raggiunto le città e in particolare gli stadi per supportare le proprie nazionali.

 Essendo stato l’estate prima in Brasile e avendo vistomondiali_brasile_2014       l’arretratezza degli impianti, si chiese come avrebbero     potuto contenere tutti quegli spettatori in cosi tante  città sparse per l’immensa nazione carioca.                      

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Logo “Brasile 2014”

 

 Incuriosito, fece una breve ricerca sugli impianti che     avrebbero ospitato il mondiale, scoprendo che tutti e dodici   gli stadi ospitanti superano i 41’000 posti a sedere e sono tutte infrastrutture molto avanzate, in quanto presentano progetti innovativi sotto tutti i punti di vista per via della loro recente costruzione.

 

Capì che lo stadio più migliorato ed ampliato degli ultimi anni era l’ “Estadio Nacional” della capitale, Brasilia. Recentemente infatti lesse che lo stadio oltre ad essere passato da una capienza di 40’000 ad una di 70’000 spettatori è stato classificato come primo stadio del mondo “a energia zero”, ottenendo la certificazione LEEP Platinum, il maggior grado di innovazione e di sviluppo per un impianto.

stadio-mondiali-brasile-c stadio-mondiali-brasile-dVisuale esterna ed interna del progetto dell’Estadio Nacional di Brasilia

Vide che l’impianto comprendeva una copertura di pannelli fotovoltaici da 2,5 MW, che provvedeva al sostentamento energetico dell’intero stadio e che immetteva l’energia in eccesso direttamente nella rete nazionale. Lesse inoltre che la copertura circolare dello stadio era stata realizzata in ETFE, un fluoro polimero termoplastico rivestito da uno strato di TiO2 (biossido di titanio).               Notò che questi due materiali riuscivano, grazie all’azione del Sole, a trasformare gli ossidi di azoto (NoX) presenti in atmosfera, in semplici sali minerali solubili, atossici ed innocui per la salute umana che alla prima pioggia, si disperdevano nel terreno senza alcuna conseguenza.

Visuale esterno dell'Estadio Nacional di Brasilia

Visuale esterno dell’Estadio Nacional di Brasilia

Scoprì anche che L’Estadio Nacional possedeva un membrana fotocatalitica, in grado di assorbire anidride carbonica e altre sostanze dannose e, tramite un sistema di immagazzinamento e riciclo, l’acqua piovana, che l’impianto riusciva a raccogliere nella stagione piovosa, sarebbe poi stata impiegata per l’irrigazione del campo e dell’area circostante.

Un recente studio ha calcolato che per ogni metro quadro di copertura lo stadio è in grado di rimuovere lo stesso quantitativo di gas serra prodotto da 88 veicoli.

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Schema dell’impianto di raccolta e riutilizzo delle acque piovane dello stadio di Brasilia

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L’Arena Amazônia di Manaus

Simone scoprì ancora che l’Arena Amazonia di Manhaus, dove l’Italia farà il suo debutto contro l’Inghilterra, era un impianto simile a quello di Brasilia. A differenza dell’Estadio Nacional però, possedeva “solo” 42’000 posti, ma aveva simili impianti di irrigazione e impianti fotovoltaici; per la costruzione degli impianti idraulici sono stati utilizzati gomma naturale e porcellana verde, due materiali eco-sostenibili.

Subito Simone pensò alla nazionale italiana, alla voglia di tifare tutti insieme e alle grandi emozioni che avrebbe provato seguendo i mondiali.                                                                           Perché in fondo sport da sempre significa grandi emozioni che creano grande energia in ognuno: tifosi, giocatori, allenatori…

Gli venne in mente il programma alla televisione, se l’era perso, forse tutto; allora corse a riaccendere la tv e vide il presentatore annunciare l’ultima rubrica, quella che propone i video inviati dai telespettatori: «Ed ora, per chiudere l’edizione di oggi, vi mostro il video di un nostro telespettatore, Lorenzo Briatore, che ci presenta l’importanza delle emozioni e dell’energia nello sport.»

 Dopo la fine del video Simone provò una sensazione davvero strana, era come se avesse  comunicato telepaticamente con l’autore del video, come se si fosse trasmessa tra di loro  una  particolare energia che li aveva fatti comunicare a distanza di centinaia di chilometri.
 Una “magia” che solo l’emozione e la passione per lo sport poteva creare.

                                                                                                                                                          Created by Lorenzo Briatore
Fonti informazioni e immagini: http://www.rinnovabili.it/                                                                                                                                                        http://www.architetturaecosostenibile.it

 

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