IL DIAVOLO E LA BISALTA
Secondo una leggenda piuttosto diffusa la cima della montagna dovrebbe la sua conformazione bifida ad un intervento diabolico. Un giorno un montanaro scese a valle per vendere i suoi formaggi al mercato cittadino. Il guadagno fu cospicuo e, da buon piemontese, il villano si recò in osteria a festeggiare con un buon quartino di vino. La sera, ubriaco, l’uomo s’incamminò lungo i sentieri della montagna. Quando la luna tramontò dietro la cima, il sentiero parve inghiottito dalla notte e l’uomo, imprecando, disse che avrebbe dato l’anima al diavolo per veder sparire la montagna. Improvvisamente apparve un uomo alto, vestito di verde, dal volto bruno e con una barbetta crespa. Era il diavolo, che gli offrì un contratto cartaceo: avrebbe sgomberato la vista della luna entro la mattina seguente in cambio dell’anima, resa dopo sei anni. Ma l’uomo ubriaco non sapeva firmare, così il diavolo gli diede un ago e gli ordinò di fare un segno col suo sangue. Una volta firmato il contratto comparvero tanti diavoli e diavoletti che cominciarono a scavare la montagna dalla cima. Il diavolo temeva di non riuscire a rispettare il patto, poiché l’uomo s’incamminò lungo i sentieri della montagna. Quando la luna tramontò dietro la cima, il sentiero parve inghiottito dalla notte si presentò più difficoltoso del previsto: poco dopo la mezzanotte avevano solo scalfito parte della cima, dividendola in due. Mentre cercava una scappatoia nel contratto, tutti i diavoli e diavoletti scomparvero. Il contratto era stato firmato con una croce. Da allora la cima della Bisalta fu raddoppiata.