Mostra “Martiri per una nuova città”

In occasione della festa del 25 aprile, il nostro Liceo accoglie nell'atrio un'esposizione sull'eccidio di Boves del 19 settembre 1943.

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Alessandro Parola

Dirigente Scolastico

Lunedì 20 aprile 2026 è stata inaugurata nell’atrio dell’entrata di corso Giolitti del nostro Liceo la mostra “Martiri per una nuova città”. Si tratta di un’esposizione illustrativa di quanto avvenne a Boves il 19 settembre 1943 e che rappresenta la prima strage del periodo della guerra di resistenza. Tra le vittime dell’eccidio vi furono anche il parroco don Giuseppe Bernardi e il viceparroco don Mario Ghibaudo, di appena 23 anni, freddato da una raffica, mentre stava benedicendo un anziano colpito a bruciapelo davanti agli occhi del nipote.

La mostra a cura dell’associazione “Don Bernardi e Don Ghibaudo” di Boves sarà visitabile fino al 4 maggio, durante l’orario di apertura della scuola. Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti il prof. Luigi Pellegrino, che ha spiegato agli studenti radunati il senso storico ed etico del fare memoria dei fatti ricostruiti nei vari pannelli espositivi, e la prof.ssa Alessandra Liberio, insegnante del Liceo De Amicis e già coordinatrice della Scuola di Pace di Boves, che ha illustrato il processo di riconciliazione avvenuto con la cittadina di Schondorf in Germania, luogo di origine del maggiore Joachim Peiper, responsabile dell’eccidio di Boves.

Anche il dirigente scolastico Alessandro Parola ha voluto sottolineare il legame di questa iniziativa sia con la festa della Liberazione del 25 aprile, sia con i simboli della lotta partigiana ancora presenti nella nostra scuola, come la lapide posta il 29 aprile 1946 nel medesimo atrio che ospita la mostra e riportante l’elenco dei 12 studenti liceali caduti durante la seconda guerra mondiale. Secondo il preside vi fu una cellula di Resistenza che raggruppò insegnanti quali Luigi Pareyson, Leonardo Ferrero e Adolfo Ruata insieme a studenti che entrarono convintamente nelle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà. E che contribuirono così alla lotta per la Liberazione dal regime nazifascista e insieme alla ricostruzione del Paese, che avrebbe poi abbracciato la forma di governo della Repubblica e scritto una nuova Costituzione.

Il prof. Pellegrino ha invitato i presenti a rileggere i primi 12 articoli della Costituzione e il preside Parola gli ha fatto eco riprendendo le frasi più significative del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita a Cuneo il 25 aprile 2023: la Costituzione dev’essere considerata “figlia della lotta antifascista” e “frutto del 25 aprile”, perché nata “dove caddero i partigiani”, in quel “moto di popolo” che fu la Resistenza, “rivolta morale di patrioti” che permise una “nuova Italia” dopo l’abisso del fascismo.