Ecco alcune riflessioni di una docente di filosofia:
Passages. Appunti di viaggio di una docente di filosofia
Viaggiare e vedere culture contigue e lontane porta ad elaborare l’idea di una pluralità influenzata dalla complessità delle differenti interazioni dei fattori geografici e storici e a rendersi conto che ogni cultura è un’esperienza irripetibile nella propria interezza di forme e significati. Le differenze per lo più non riducibili, se conosciute ed accolte, pongono di fronte alla problematicità del relativismo culturale. Ciò porta a sostenere il pluralismo, il valore dell’empatia e della ricchezza culturale che nasce dall’incontro con l’altro. Le culture vengono riconosciute nelle loro varietà e interpretate come insiemi complessi e strutturati, composti dalla totalità delle reazioni delle attività fisiche e intellettuali degli individui e dei gruppi sociali, in rapporto all’ambiente naturale, ad altri gruppi, ai membri all’interno di un gruppo e dell’individuo con se stesso, interpretando la persona, appunto, come soggetto di attività e reazioni.
Ci rendiamo conto che siamo in qualche modo tutti pezzi da museo: abbiamo i nostri totem e i nostri tabù, i nostri dei e i nostri demoni, possiamo però scegliere se venerarli o esorcizzarli e questa è la nostra precipuità e libertà.
A fronte di un mondo che, diventando sempre più superficialmente connesso, perde la ricchezza delle differenze delle risposte e delle soluzioni umane al problema del vivere, fermare l’oblio, viaggiare, imparare nuove lingue e modi di comunicare, approfondire la conoscenza e ricordare diventa sempre più un lavoro necessario, specialmente per chi lavora a contatto con i ragazzi e i giovani. Come la cura per una malattia mortale può trovarsi in una pianta ancora sconosciuta in un luogo remoto, così anche la soluzione dei problemi sociali può trovarsi nel modo in cui, in posti diversi, gli esseri umani hanno affrontato le sfide più comuni dell’esistere. E tali modalità, portate a consapevolezza, possono rinnovare il nostro modo di vivere, di lavorare e di insegnare.
Angela Michelis
Riflessioni di una docente di lettere:
Erasmus+ per me … in tre parole:

RELAZIONE: con i colleghi italiani con cui ho fatto l’esperienza, con i colleghi stranieri con cui ho seguito il corso, con i docenti di lingua, con chiunque abbia incontrato in Irlanda (nei negozi, nei musei, nella residenza, sui mezzi pubblici…)

ESPERIENZA: il piacere di provare e di far fatica nell’utilizzo prolungato di una lingua straniera; conoscere nuovi cibi, nuovi luoghi, odori e gusti; incontrare tante culture e persone che portano con sé un bagaglio di vita unico

APPRENDIMENTO: sono tornata ad essere alunna e ho visto all’opera docenti che mi hanno fatto provare approcci diversi al sapere, nuove app, nuovi metodi, stimoli originali; ho seguito lezioni organizzate in modo coinvolgente pur in contesto di distanziamento e pandemia; ho ricevuto informazioni su un sistema scolastico che non conoscevo…
Gabriella

A Fabulous Countryside 
A visit to the Trinity College 
A visit to the Trinity College 
A visit to the Trinity College 
Betty Library 
Betty Library 
Betty Library 
Betty Library 
Botanic Garden 
Botanic Garden 
Botanic Garden 
Bray 1 
Cielo di Dublino dalla residenza 1 
Clonmacnoise 1 
DSC00020 
Dublin Liffey 1 
Galway 
Galway 
Galway 
Galway 
Gruppo a Galway 1 
Gruppo a scuola 1 
HeyDay Student Living my room 
International Friendships 
Ireland sheeps 
Ireland sheeps 
Marvelous Landscape 
Surprising Sweet Synaesthesia of Colors Scents and Sounds 
The Natural Roots of Irish Melancholy 
Trinity College motto 
Walking in a Bright Green 
Walking in Galway 
Walking in the Botanic Garden 
Walking on the Howth Cliff Path
