Dopo il rientro di 16 classi, nel mese di gennaio, sono proseguiti i lavori per restituire l’intera manica di corso Giolitti del Liceo, dove la Provincia ha realizzato in poco più di due anni un importante intervento di adeguamento antisismico e di efficientamento energetico. Si è così arrivati al momento di inaugurare i locali, cosa che è avvenuta lunedì 2 marzo 2026, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni che l’ente proprietario ha convocato per l’occasione.
Oltre al presidente dell’amministrazione provinciale, Luca Robaldo, hanno preso la parola Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo, Mauro Gola, presidente della Fondazione CRC, e per il Liceo il dirigente scolastico Alessandro Parola. Questo è il testo del discorso da lui pronunciato.
Intervento del dirigente scolastico Alessandro Parola in occasione dell’inaugurazione dei lavori della manica di c.so Giolitti – lunedì 2 marzo 2026
Per il Liceo oggi è una giornata importante. Si potrebbe scomodare l’aggettivo “storica”. Una data che metterei accanto a quelle che hanno segnato la nascita di questo edificio. Consentitemi di iniziare ricordando rapidamente come si arrivò a costruire questo complesso, pensato come sede di rappresentanza in perfetto stile Novecento.
- 29 gennaio 1939: il Ministero dei lavori pubblici autorizza la costruzione della nuova sede del ginnasio-liceo “S. Pellico” in corso Vittorio Emanuele III, ora corso Giovanni Giolitti; i locali dell’ex convento delle clarisse di Santa Chiara non erano più adeguati e già nel 1937 l’ingegner Cesare Vinaj aveva progettato un edificio su questo terreno comunale, con pianta a U, tre piani più un mezzanino, un lungo porticato sulla facciata rigorosamente simmetrica. Un progetto che il Ministero chiese di rivedere al ribasso e che Vinaj andò a difendere a Roma, ma che poi accettò di modificare, complici anche i venti di guerra che imposero una spending review sui materiali.
- 20 maggio 1939: Mussolini posa la prima pietra con inciso il nome “Duce”, al termine della visita a Cuneo e dopo sei giorni di permanenza in Piemonte, in cui aveva acceso le piazze (compresa l’allora piazza Vittorio Emanuele di Cuneo) a favore della politica dell’Asse e dell’alleanza con la Germania nazista.
- 4 luglio 1939: inizio effettivo dei lavori da parte dell’impresa Società Industrie Edili Anonima di Cuneo, che aveva accettato un ribasso di 0,1% della somma stanziata per la base d’asta: poco più di 3 milioni 200mila lire.
- 20 marzo 1942: il Comune decreta la fine dei lavori, anche se manca ancora il pavimento della palestra e, soprattutto, il collaudo (che sarebbe arrivato solo due anni dopo).
- 15 giugno 1943: inaugurazione alla presenza del ministro dell’educazione nazionale, Carlo Alberto Biggini, da poco succeduto a Giuseppe Bottai, a 40 giorni dalla caduta del fascismo.
Dunque in tre anni, sotto la dittatura e nonostante l’economia di guerra, Cuneo costruì questo Liceo. L’architettura razionalista è evidente, mentre solo accennato è il richiamo alla classicità, che si rapprende nei tre archi centrali a tutto sesto. La creatività è frenata e affiora un senso di rigore, quasi di grigia severità. Qualcuno direbbe che quest’etichetta non si sarebbe più tolta dal Liceo classico, ma non è il caso di infilarci in questa discussione.
Devo invece dire qualcosa sulla giornata odierna e su questa inaugurazione dei lavori di adeguamento antisismico ed efficientamento energetico. Sono grato di questa occasione che serve a fermarsi e sostare un momento, nella frenesia delle cose a cui dobbiamo quotidianamente far fronte in una scuola. Occuparsi di edilizia scolastica, di progettazione e allestimento degli ambienti in cui accogliamo i nostri ragazzi è solo una delle tante incombenze di un preside e di chi lo affianca da vicino nella guida di una scuola. Per questo non posso non esprimere un grande e sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato in questi anni per consentire di raggiungere questo risultato, che restituisce la manica dell’edificio di corso Giolitti completamente rinnovata nelle sue aule, nei laboratori, negli uffici.
L’intervento, come vedrete, è stato importante. Se ne vogliamo ricostruire l’iter possiamo partire dalla determinazione n. 1125 del 26 luglio 2022, con cui fu approvato dalla Provincia il progetto definitivo/esecutivo. Dobbiamo perciò dire grazie all’ente proprietario nelle persone dei presidenti, dei consiglieri delegati all’istruzione, e soprattutto dei dipendenti dell’ufficio progettazione edilizia scolastica (il dirigente dott. Fabrizio Freni, l’ing. Claudio Dogliani, l’arch. Luigi Garro), con cui abbiamo condiviso un percorso non facile, perché ha comportato, tra le altre cose, il trasferimento di più di un terzo delle classi in due sedi succursali. Ma c’è stata sempre massima condivisione di scelte e di intenti. Una sinergia che è servita anche nel rapporto sia con i progettisti (l’arch. Fulvio Bachiorrini e l’ing. Carlo Aprile) che con le cosiddette maestranze, con cui la cooperazione e il coordinamento non sono stati solo oggetto di specifici verbali stipulati ad opera dei tecnici, ma una modalità quotidiana di collaborazione. Grazie dunque in modo particolare al sig. Antonio Piccolomini, titolare dell’omonima impresa esecutrice dei lavori, al suo primo collaboratore Alessandro Ferretta, e a tutti gli operai, idraulici, elettricisti, decoratori, ecc. che si sono alternati nel portare avanti i lavori nel rispetto dei tempi di programmazione.
C’è un aspetto che tengo a sottolineare e che esprime in modo concreto i termini di questa collaborazione: quando è stato possibile suggerire, accanto all’intervento antisismico, alcune migliorie nella ristrutturazione dei locali, abbiamo trovato una grande disponibilità all’ascolto, da parte di tutti. È così, per esempio, che è nata quest’aula magna, che ha unito i precedenti locali della sala docenti e dell’ufficio di presidenza, prima divisi da un tramezzo. Un locale di cui la scuola aveva estremo bisogno e che ora cercheremo ancora di allestire meglio per ospitare attività con più classi, conferenze, convegni, occasioni come questa. Vedremo poi un’altra opera molto importante, anche in termini di costi, ovvero il rifacimento del laboratorio di chimica, al piano superiore. Una struttura all’avanguardia che abbiamo progettato e realizzato insieme, Provincia e Liceo, e per il quale dobbiamo dire grazie anche al fondamentale contributo di Fondazione CRC.
Per il ruolo che ricopro mi viene naturale richiamare a tutti voi e in particolare a chi è stato eletto in enti e istituzioni – e che quindi è temporaneamente prestato, si dovrebbe dire così, al loro servizio – che non c’è investimento migliore di quello che viene fatto per la scuola. Non ci sono solo ragioni di lotta alla povertà economica, alla disuguaglianza sociale e all’emergenza educativa. La scuola è un baluardo di universalità, avamposto in cui ragazze e ragazzi fanno esperienza autentica di comunità, di libertà e di democrazia. Tutto questo mentre le tradizionali agenzie educative, come le reti di protezione sociale, da anni vivono una crisi profonda, quasi uno sfarinamento irreversibile. Questo è uno dei motivi della fiducia che le famiglie ripongono nelle nostre scuole. Ed anche dell’attenzione con cui seguono ciò che facciamo, di cui dobbiamo saper dare conto. È con questa prospettiva che ogni giorno, da dieci anni, entro in questo Liceo, ne percorro i corridoi, le aule, i vari ambienti, avendo come tutti i miei colleghi presidi un solo e fondamentale obiettivo: lavorare per il bene dei nostri cittadini di domani.
Un’istruzione di qualità passa anche per edifici e ambienti di qualità. Spazi adeguati e belli hanno un intrinseco potenziale educativo: invitano ad apprezzare e a prendersi cura di ciò che è stato messo a disposizione.
Poter contare su un’alleanza tra tutti gli stakeholders, i portatori di interessi verso la scuola, è qualcosa che conferma la bontà del nostro operato e la fortuna di poterlo dispiegare in una realtà territoriale come la nostra.
L’auspicio è quindi di una prosecuzione di questo lavorare per il bene comune, nel tempo che ci sarà concesso. La scuola ha questa caratteristica dell’avvicendamento continuo di studenti che in un periodo importante e delicato della loro crescita pongono le basi della formazione e della preparazione per il futuro. La nostra responsabilità è quella di seguirli, accompagnarli, aiutarli a trovare il loro posto nel mondo. Prima di passare loro il testimone, le redini di quello di cui noi oggi ci occupiamo e che a nostra volta abbiamo ricevuto.
Ogni intervento materiale e immateriale che favorisca questo processo è per noi prezioso. Le opere che sono state realizzate e che oggi inauguriamo hanno questo valore. A nome di tutto il nostro Liceo, grazie di quello che è stato fatto e grazie per essere qui a volerlo riconoscere insieme a noi.
- Inaugurazione 2 marzo 2026
- Nel laboratorio di chimica
- Le bandiere tornano a sventolare su corso Giolitti
- La conferenza stampa nella nuova aula magna
- Il preside Alessandro Parola





Alessandro Parola
Dirigente Scolastico