A Lampedusa per ricordare il tragico naufragio del 3 ottobre 2013

Viaggio di due allievi e del preside del nostro Liceo

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Alessandro Parola

Dirigente Scolastico

Sono trascorsi 11 anni da quel maledetto 3 ottobre 2013, quando a Lampedusa, isola abituata a continui sbarchi di migranti, scattò un allarme senza precedenti. Alcuni lampedusani lo appresero guardando il mare prima ancora che i telegiornali. Una grande quantità di cassette colme di pesce appena pescato arrivò a riva senza spiegazione apparente. Si seppe poi che i pescatori stavano buttando a mare tutto il loro prezioso carico per fare spazio sulle imbarcazioni ai migranti sopravvissuti al più grande naufragio di disperati che il Mediterraneo ricordi, con 368 morti, 20 dispersi e 155 salvati.

Ogni anno, a ridosso del 3 ottobre, giungono sull’isola siciliana, Porta d’Europa, studenti da tutto il vecchio continente, per celebrare la Giornata della memoria e dell’accoglienza. Fra questi, dal 30 settembre al 4 ottobre, c’erano anche tre rappresentanti del Liceo classico e scientifico “Pellico-Peano” di Cuneo: lo studente Leon Grappiolo di 4^ alfa, la studentessa Cristina Quercia di 4^ I e il preside Alessandro Parola. Hanno partecipato a laboratori di formazione, incontri, dibattiti, oltre alla cerimonia commemorativa del 3 ottobre.

«Grazie al Comitato 3 ottobre e ai contributi che riceve da enti e fondazioni, siamo riusciti a tornare per l’ottavo anno consecutivo a Lampedusa, portando due studenti sensibili alle tematiche legate all’emigrazione», spiega il prof. Alberto Lusso, referente del progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”.

«Fra le cose che mi hanno colpito di più ritrovo la testimonianza di un superstite del naufragio. A lui era stato chiesto se avrebbe ugualmente deciso di partire alla volta dell’Europa pur conoscendo già i patimenti e i soprusi che avrebbe dovuto subire durante il viaggio. Egli, dopo una lunga e raggelante pausa, ci ha ammesso che no, non credeva ne sarebbe valsa la pena. Questo breve aneddoto a mio avviso descrive magnificamente la fatica e i traumi che un viaggio di questo tipo può provocare a chi decide di partire alla ricerca di un futuro migliore.», dice lo studente Leon del liceo classico, mentre Cristina, studentessa del liceo scientifico, aggiunge: «A Lampedusa abbiamo ascoltato le testimonianze di molti operatori umanitari, medici, politici, migranti, i quali ci hanno reso partecipi di una realtà molto complessa e dolorosa, spesso distorta dai pregiudizi discriminatori e dall’indifferenza. Le attività che ci sono state proposte dal Comitato 3 Ottobre ci hanno permesso di capire il fenomeno delle migrazioni con uno sguardo più empatico e sicuramente più umano».

«Quest’esperienza andrebbe fatta da molti altri studenti», commenta il preside Parola. E aggiunge: «quello delle migrazioni è un argomento che si presta a un approccio multidisciplinare e si inserisce a pieno titolo nel programma di educazione civica. Se dovessi riassumere il significato di quello che abbiamo vissuto direi che è stato il recupero della dignità umana, contro la disinformazione che regna in tema di migrazioni».