{"id":17,"date":"2013-04-16T12:04:21","date_gmt":"2013-04-16T12:04:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gpeano.org\/origlia\/?p=16"},"modified":"2013-04-16T12:04:21","modified_gmt":"2013-04-16T12:04:21","slug":"mia-figlia-da-il-piccolo-berto-di-umberto-saba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/liceocuneo.it\/origlia\/mia-figlia-da-il-piccolo-berto-di-umberto-saba\/","title":{"rendered":"Mia figlia (Da \u201cIl piccolo Berto\u201d di UMBERTO SABA )"},"content":{"rendered":"<p><b>Mia figlia<\/b> (Da \u201cIl piccolo Berto\u201d di<i> UMBERTO SABA <\/i>)<br \/>\nMia figlia mi tiene il braccio intorno al collo, ignudo;<br \/>\ned io alla sua carezza m\u2019addormento.<\/p>\n<p>Divento<br \/>\nlegno in mare caduto che sull\u2019onda<br \/>\ngalleggia. E dove alla vicina sponda<br \/>\nanelo, il flutto mi porta lontano.<br \/>\nOh, come sento che lottare \u00e8 vano!<br \/>\nOh, come in petto per dolcezza il cuore<br \/>\nvien meno!<\/p>\n<p>Al seno<br \/>\napprodo di colei che Berto ancora<br \/>\nmi chiama, al primo, all\u2019amoroso seno,<br \/>\nai verdi paradisi dell\u2019infanzia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella prima delle tre poesie in un momento di abbandono reso possibile dall\u2019abbraccio e dalle carezze protettive della figlia, Saba si addormenta in uno stato d\u2019animo regressivo, quasi come se tornasse bambino. Questo abbandono si esprime attraverso immagini di dolce passivit\u00e0\u00a0 e di piccolezza (il pezzo di legno sballottato dalle onde), nell\u2019abbraccio vasto del mare. Il sogno, preparato dall\u2019abbraccio protettivo della figlia, riguarda proprio la balia al cui \u201cprimo e amoroso seno\u201d egli approda come dopo aver navigato.<\/p>\n<p>La seconda poesia, che io non riporto, si riferisce al bisogno che il poeta avverte di recarsi a trovare la balia dopo che il sogno l\u2019ha ricondotta alla sua memoria.<\/p>\n<p>Nella terza, infine, l\u2019indagine della memoria conduce al momento decisivo della separazione: il \u201cbimbo\u201d \u00e8 Saba bambino, la \u201cdonna che va via\u201d \u00e8 la balia. Da notare \u00e8 l\u2019efficacia drammatica con la quale, attraverso pochissime parole, \u00e8 rappresentata la scena: sulle scale, mentre la balia (fino ad allora, per Saba, una madre a tutti gli effetti) \u00e8 costretta ad abbandonare il piccolo Umberto. Adesso, dopo quarant\u2019anni, quel bimbo \u00e8 cresciuto, ormai \u00e8 quasi un vecchio, ma va a parlare con la sua nutrice in cerca di pace poich\u00e9 proprio questa separazione ha causato la sua diffidenza nei confronti del mondo. Il raggiungimento di quella pace che Saba va a cercare dalla balia si ha negli ultimi versi, espressa da una serie di gesti: regolare l\u2019orologio, accendere il lume. La poesia si conclude con un altro distacco dalla balia, per tornare dalla moglie; ma, questa volta, una nuova consapevolezza, una maggiore capacit\u00e0 di scelta conferiscono alla separazione un significato assai diverso.<\/p>\n<p>In questi testi Saba riproduce i meccanismi specifici dell\u2019inconscio. In particolare, nel primo testo si passa, secondo i meccanismi della libera associazione e del sogno (e un sogno \u00e8 appunto raccontato), attraverso varie immagini apparenterete slegate ma coerenti per ragioni profonde.<\/p>\n<p>I gesti che Saba compie e di cui parla la terza poesia hanno tutti un profondo significato simbolico: significativo \u00e8 l\u2019atto di regolare l\u2019orologio, in quanto questo era compito del \u201cbalio\u201d(il marito della donna), che consente al poeta di prenderne idealmente il posto, cos\u00ec da sentirsi l\u2019unico uomo della casa, secondo il desiderio infantile di possesso esclusivo della figura materna; potendosi, inoltre, identificare con una figura paterna positiva, come gli era stato invece precluso dalla mancanza del padre e dalle recriminazioni antimaschili della madre. Lo stesso pu\u00f2 dirsi per l\u2019accensione del lume. La frase con la quale si conclude la poesia (e la serie delle Tre poesie alla mia balia) ha poi un valore ancora pi\u00f9 rilevante: la separazione violenta dalla balia, imposta dalla madre, \u00e8 vissuta ora in modo equilibrato e consapevole. L\u2019altra donna \u00e8 ora, anzich\u00e9 la madre, la moglie, ma questa somiglia piuttosto alla balia che alla madre, dal momento che \u00e8 la balia stessa a suggerire al poeta di andare da lei<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia figlia (Da \u201cIl piccolo Berto\u201d di UMBERTO SABA ) Mia figlia mi tiene il braccio intorno al collo, ignudo; ed io alla sua carezza m\u2019addormento. Divento legno in mare caduto che sull\u2019onda galleggia. 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