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MATISSE
Matisse nasce nel 1869 il 31 dicembre a Le Cateau-Cambrésis nella Francia settentrionale. Studia giurisprudenza, si laurea e lavora in un studio legale. Nel 1890 un intervento chirurgico lo costringe a letto per un anno e inizia quindi a dipingere. Guarito abbandona la carriera di avvocato e diventa pittore. Nel 1897 conosce le opere degli impressionisti nel Musée du Luxembourg. Studia insieme a Derain all’Académie Carrière e frequenta corsi serali di scultura. Espone nel 1901 al Salon des Independants, ma la critica non accoglie favorevolmente le sue opere e continuano per lui gravi difficoltà finanziarie. Nel 1905 partecipa all’esposizione del Salone Autunnale a Parigi; le opere suscitano indignazione e il gruppo viene ironicamente definito “les Fauves” (i selvaggi). Matisse si reca in Algeria dove rimane affascinato dalle ceramiche e dai tessuti. Successivamente visita Padova, Firenze, Siena e Arezzo. Nasce nel 1907 una scuola d’arte presso la quale Matisse insegnerà. Si susseguono esposizioni personali e collettive: New York, Mosca, Berlino, Parigi, Londra. Trascorre una parte della sua vita tra Nizza e Parigi. Progetta i costumi e la scenografia per il balletto “L’usignolo” di Stravinskij nel 1920. Nel 1934-1935 crea le illustrazioni per “Ulysses” di Joyce e progetta cartoni per tappeti.
Nella prima parte della sua vita, fino al 1920 circa, la caratteristica principale della sua pittura è la forza dell’impatto cromatico: i colori luminosi, caldi e freddi si scontrano sulla tela. Si creano vivacissimi contrasti, il senso prospettico è annullato, si eliminano le ombre e l’immagine è costruita per mezzo del colore che splende in tutta la sua intensità. Si evitano i limiti imposti dalle regole di una visione naturalistica, il risultato è una realtà nuova costruita dall’artista con pennellate larghe e pastose. Matisse dice: “Quando metto un verde non pretendo che sia erba, se metto un blu non pretendo che sia cielo” libera progressivamente il colore da ogni servitù e da ogni relazione persino con i corpi. A Siviglia dipinge “ Natura morta spagnola “ dove la visione ravvicinata del particolare, il divano dalle forme arcuate, il tavolo rotondo, lo scorcio della stanza diventano natura morta. La tappezzeria della parete si fonde con il pavimento dello stesso colore scarlatto. Il divano e il tavolo sono ricoperti con stoffe i cui motivi ricordano il disegno e la linea ornamentale dell’arabesco. Le stoffe pesanti dominano visivamente nel quadro, a fatica si scorgono peperoni e melograni. Solo la macchia bianca del vaso di gerani si impone mentre gli stessi fiori si fondono con le decorazioni. Nel fluire degli arabeschi, i colori , caldi e vivaci, dominano incontrastati come formassero il disegno di un fantastico tappeto. Anche in seguito, quando la sua pittura si addolcisce e i colori diventano più tenui, Matisse rimane fedele al tema della felicità di vivere.
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