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Berthe Morisot
Marine
La capacitā di apprezzare la bellezza del paesaggio, la compagnia delle altre persone, i momenti di svago e le cose semplici di ogni giorno č la strada maestra verso la felicitā, anche se siamo spesso indotti a credere che siano necessarie grandi ricchezze, notorietā, relazioni con persone importanti. Questa poesia, scritta da Cesare Vivaldi nel 1956 riesce ad evocare l'allegria di una bella giornata, quando ci si sveglia felici ed entusiasti per tutte le cose interessanti e divertenti che ci aspettano. Se poi siamo anche al mare, meglio ancora. Mattino a Oneglia
Commento Questa poesia ha la forma metrica del sonetto secondo lo schema ABAB ABAB CDE CDE, anche se i versi non sono endecasillabi tradizionali. Il lessico č semplice e quotidiano, ma non per questo meno efficace nel trasmettere lo stato d'animo del poeta. Le immagini sono certamente molto allegre: il poeta si sveglia alle grida dei ragazzi che si divertono a fare tuffi dal molo, la gente si prepara per andare a lavorare, al balcone sventola allegramente il bucato steso e si diffonde l'odore della frittura di pesce appena pescato. Dalla spiaggia sale l'odore del catrame scaldato per impermeabilizzare le barche e l'occhio corre alle sagome lontane delle navi e immagina nuove avventure in terre d'oltremare e la vita sembra piena di promesse. Sono felicitā piccole, sensazioni fugaci, ma č bene godersele finchč ci sono. Cesare Vivaldi č nato ad Imperia nel 1925 ma dal 1933 č vissuto a Roma; ha svolto attivitā giornalistica ed č stato docente di Storia dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha pubblicato raccolte di suoi versi, anche di poesia dialettale ed ha tradotto autori come Marziale, Virgilio e Rimbaud. E' morto nel 2000.
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