{"id":312,"date":"2013-10-21T16:43:19","date_gmt":"2013-10-21T14:43:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gpeano.org\/facelli\/?p=312"},"modified":"2013-10-21T16:43:19","modified_gmt":"2013-10-21T14:43:19","slug":"fenoglio-la-malora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/fenoglio-la-malora\/","title":{"rendered":"Fenoglio &#8220;La malora&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>LA\u00a0\u00a0\u00a0 MALORA<\/p>\n<p>\u00c8 la storia di Agostino che, attraverso gli occhi dello stesso personaggio, racconta della sua famiglia, i Braida, poveri contadini delle Langhe, la cui vita \u00e8 segnata dalla fame, dal duro lavoro sulla terra e dalla malora che, come un\u2019ombra oscura da cui \u00e8 impossibile liberarsi, guida il destino dei personaggi.<br \/>\nImmerso in avvenimenti tragici, quali la morte del padre, l\u2019inutile lotta della famiglia di Tobia per emergere dalla propria condizione, la malattia del fratello chiuso in seminario, Agostino vive gli anni della giovinezza abbandonato alla triste sorte che il destino ha riservato per lui.<br \/>\nL\u2019unica speranza che si accende in lui \u00e8 l\u2019amore per Fede, che per\u00f2 scompare quando ella \u00e8 promessa in matrimonio dai genitori della ragazza ad un altro uomo.<br \/>\nL\u2019unico sogno di Agostino rimane quello di tornare a lavorare la terra che era stata di suo padre: desiderio che in ultimo sar\u00e0 realizzato, anche se il giovane non potr\u00e0 pi\u00f9 contare sulla presenza della madre poich\u00e8 ella morir\u00e0 poco dopo la morte del primogenito Emilio.&lt;&lt; non chiamarmi prima che io abbia chiuso gli occhi a mio povero figlio Emilio. Poi dopo son contenta che mi chiami, se sei contento tu. E allora tieni conto di cosa ho fatto per amore e usami indulgenza per cosa ho fatto per forza. E tutti noi che saremo lass\u00f9 teniamo la mano sulla testa di Agostino, che \u00e8 buono e s\u2019\u00e8 sacrificato per la famiglia e sar\u00e0 solo al mondo.&gt;&gt;<br \/>\nI personaggi sono vittime della malora e non ne possono scampare. La fame, la miseria, l\u2019avidit\u00e0, i lutti, le avversit\u00e0 atmosferiche e la sterilit\u00e0 del terreno decidono per loro.<br \/>\nGli abitanti delle Langhe vivono in un mondo chiuso, un microcosmo i cui orizzonti sono, prima ancora di essere chiusi dalle colline, annullati dalla fatica, dal lavoro che, inizialmente principio fondante di civilt\u00e0, \u00e8 divenuto veicolo d\u2019annullamento di se stessi. I beni materiali divengono stimolo principale delle azioni, in quanto desiderio sempre presente, ma destinato a rimanere inappagato. E\u2019 questo desiderio a spingere gli uomini a spezzarsi la schiena lavorando sui campi e a mangiare sempre meno la sera.<br \/>\nGrande merito di Fenoglio \u00e8 la capacit\u00e0 di riportare la brutalit\u00e0 di quel mondo: rivivendo le situazioni nel momento stesso della scrittura, l\u2019autore pare volerli raggiungere fisicamente fino a mettersi in contatto con la dimensione esistenziale del lavoro come annullamento di s\u00e9.<br \/>\nLeggendo il romanzo si scopre, da parte dell\u2019autore, l\u2019ansia di essere presente nel mondo descritto: la lingua utilizzata e i continui flashback sono strumenti letterari di cui Fenoglio si serve a questo scopo.<br \/>\nNell\u2019utilizzo di termini dialettali e gergali e di frasi fatte, la memoria dell\u2019autore \u00e8 in grado di far immaginare al lettore il mondo narrato, facendo uso di uno stile sobrio, essenziale, adatto alle caratteristiche del narratore: in questo caso di Agostino si pu\u00f2 rilevare un livello culturale basso che spesso fa uso di un linguaggio scorretto.<br \/>\nNell\u2019opera pochissime sono le descrizioni di luoghi e persone, \u00e8 come se non ci fosse il tempo per soffermarsi ad osservarli, pur riuscendo a scrutare tutto con gli occhi di chi \u00e8 nato e sempre vissuto tra quella gente, cosciente anche di dover, un giorno, morirci. Le uniche eccezioni sono legate alle rare visite di Agostino ad Alba, la citt\u00e0 nel cuore delle Langhe dove \u00e8 descritto l\u2019impatto con la vita cittadina, con i ragazzi, con gli edifici, con il seminario, con la farmacia del padrone: sono brani forse eccessivi che paiono quasi stridere, se confrontati con la sintesi che caratterizza il resto del libro. Ma \u00e8 proprio in questi brani, nel desiderio di fare percepire la descrizione, filtrata attraverso gli occhi di Agostino, che si avverte l\u2019ansia di Fenoglio di prendere le distanze dalla propria citt\u00e0 e di sentirsi, cos\u00ec, solo interprete del mondo contadino.<br \/>\nNelle prime pagine del romanzo domina un lungo flashback che si apre con il ricordo della morte del padre. Esso prosegue, poi, con il racconto degli eventi che hanno caratterizzato la vita di Agostino e, infine, solo nelle ultime righe, si torna al tempo presente, narrando l\u2019abbandono del lavoro servile da parte del protagonista e il ritorno dalla propria madre. Sono cos\u00ec descritti eventi su eventi, dichiarazioni dell\u2019incapacit\u00e0 di modificare la vita; non si segue una storia lineare, si continua con disordine come volersi sfogare dall\u2019ansia di una realt\u00e0 di una vita fatta di sofferenza. Questo affluire di parole senza tregua imprigiona il lettore, facendolo entrare nel mondo descritto dal romanzo.<br \/>\nSe a ci\u00f2 si aggiunge che la narrazione inizia con il funerale del padre e si chiude con la preghiera della madre di morire, dopo avere chiuso per sempre gli occhi al suo terzogenito Emilio, si pu\u00f2 cogliere benissimo la capacit\u00e0 di Fenoglio di far trasparire sul piano fisico della lettura la malora, elemento che regola la vita di questo paese.<br \/>\nAgostino alla fine della vicenda rimarr\u00e0 solo al mondo: l\u2019ultimo ostacolo da superare, il pi\u00f9 difficile, \u00e8 quello della solitudine. Dinanzi ad essa Agostino, grazie all\u2019esperienza forte del dolore, probabilmente continuer\u00e0 a resistere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA\u00a0\u00a0\u00a0 MALORA \u00c8 la storia di Agostino che, attraverso gli occhi dello stesso personaggio, racconta della sua famiglia, i Braida, poveri contadini delle Langhe, la cui vita \u00e8 segnata dalla fame, dal duro lavoro sulla terra e dalla malora che, &hellip; <a href=\"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/fenoglio-la-malora\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-312","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=312"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=312"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=312"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}