{"id":290,"date":"2013-09-13T15:42:25","date_gmt":"2013-09-13T13:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gpeano.org\/facelli\/?p=290"},"modified":"2013-09-13T15:42:25","modified_gmt":"2013-09-13T13:42:25","slug":"il-bosco-degli-animali-calvino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/liceocuneo.it\/facelli\/il-bosco-degli-animali-calvino\/","title":{"rendered":"IL BOSCO DEGLI ANIMALI-CALVINO"},"content":{"rendered":"<p><b>Il bosco degli animali<\/b><\/p>\n<p>I giorni di rastrellamento, al bosco sembra che ci sia la fiera. Tra i cespugli e gli alberi fuori dai<\/p>\n<p>sentieri \u00e8 un continuo passare di famiglie che spingono la mucca od il vitello, e vecchie con la capra<\/p>\n<p>legata a una corda, e bambine con l\u2019oca sotto il braccio. C\u2019\u00e8 chi addirittura scappa coi conigli.<\/p>\n<p>Da ogni parte si vada, pi\u00f9 i castagni son fitti, pi\u00f9 si incontrano panciuti bovi e scampananti<\/p>\n<p>mucche che non sanno come muoversi per quei dirupati pendii. Meglio ci si trovano le capre, ma i<\/p>\n<p>pi\u00f9 contenti sono i muli che una volta tanto posson muoversi scarichi, brucando cortecce per i<\/p>\n<p>viottoli. I maiali vanno per grufolare in terra e si pungono coi ricci tutto il grugno; le galline<\/p>\n<p>s\u2019appollaiano sugli alberi e fanno paura agli scoiattoli; i conigli che in secoli di stalla hanno<\/p>\n<p>disimparato a scavar tane, non trovano di meglio che cacciarsi dentro il cavo degli alberi. Alle volte<\/p>\n<p>s\u2019incontrano coi ghiri che li mordono.<\/p>\n<p>Quella mattina il contadino Giu\u00e0 Dei Fichi, stava facendo legna in un remoto angolo del bosco.<\/p>\n<p>Non sapeva nulla di quel che succedeva al paese, perch\u00e9 n\u2019era partito la sera del giorno prima con<\/p>\n<p>l\u2019intento d\u2019andare per funghi la mattina presto e aveva dormito in un casolare in mezzo al bosco,<\/p>\n<p>che serviva, d\u2019autunno, a essiccare le castagne.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 mentre menava colpi d\u2019accetta contro un tronco morto, fu sorpreso a sentire, lontano e<\/p>\n<p>vicino per il bosco, un vago rintoccare di campani. S\u2019interruppe e ud\u00ec delle voci avvicinarsi. Grid\u00f2:<\/p>\n<p>Ooo-u!<\/p>\n<p>Giu\u00e0 Dei Fichi era un ometto basso e tondo, con una faccia da lunapiena nerastra di pelo e<\/p>\n<p>rubizza di vino, portava un verde cappello a pan di zucchero con una penna di fagiano, una camicia<\/p>\n<p>a grandi pallini gialli sotto il gilecco di fustagno, e una sciarpa rossa intorno alla pancia a pallone<\/p>\n<p>per sostenergli i pantaloni pieni di toppe turchine.<\/p>\n<p>&#8211; Ooo-u! &#8211; gli risposero e apparve tra le rocce verdi di licheni un contadino coi baffi e il cappello<\/p>\n<p>di paglia, suo compare, che si portava dietro un caprone dalla barba bianca.<\/p>\n<p>&#8211; Cosa fai qui, Giu\u00e0, &#8211; gli disse il compare, &#8211; sono arrivati i tedeschi al paese e girano tutte le<\/p>\n<p>stalle!<\/p>\n<p>&#8211; Ohim\u00e8 di me! &#8211; grid\u00f2 Giu\u00e0 Dei Fichi. &#8211; Troveranno la mia mucca Coccinella e la porteranno<\/p>\n<p>via!<\/p>\n<p>&#8211; Corri che forse fai ancora in tempo a nasconderla, &#8211; lo consigli\u00f2 il compare. &#8211; Noi abbiamo visto<\/p>\n<p>la colonna che saliva in fondovalle e siamo subito scappati. Ma pu\u00f2 darsi che ancora non siano<\/p>\n<p>arrivati a casa tua.<\/p>\n<p>Giu\u00e0 lasci\u00f2 legna, accetta e cestino dei funghi e corse via.<\/p>\n<p>Correndo per il bosco s\u2019imbatteva in file d\u2019anatre che gli scappavano starnazzando di tra i piedi,<\/p>\n<p>e in greggi di pecore che marciavano compatte fianco a fianco senza lasciargli il passo, e in ragazzi<\/p>\n<p>e in vecchine che gli gridavano: &#8211; Sono arrivati gi\u00e0 alla Madonnetta! Stanno frugando le case sopra<\/p>\n<p>il ponte! Li ho visti girare la svolta prima del paese! &#8211; Giu\u00e0 Dei Fichi s\u2019affrettava con le corte<\/p>\n<p>gambe, rotolando come una palla gi\u00f9 per i pendii, guadagnando le salite a cuore in gola.<\/p>\n<p>Corri e corri, arriv\u00f2 a un gomito di costone donde s\u2019apriva la vista del paese. C\u2019era un gran<\/p>\n<p>spaziare d\u2019aria mattiniera e tenera, uno sfumato circondario di montagne, e in mezzo il paese di case<\/p>\n<p>ossute e accatastate tutte pietre e ardesia. E nell\u2019aria tesa veniva dal paese un gridare tedesco e un<\/p>\n<p>battere di pugni contro porte.<\/p>\n<p>\u00abOhim\u00e8 di me! ci sono gi\u00e0 i tedeschi nelle case!\u00bb Giu\u00e0 Dei Fichi tremava tutto nelle braccia e<\/p>\n<p>nelle gambe: un po\u2019 di tremito ce l\u2019aveva di natura per via del bere, un po\u2019 gli veniva adesso a<\/p>\n<p>pensare alla mucca Coccinella, unico suo bene al mondo, che stava per venir portata via.<\/p>\n<p>Quatto quatto, tagliando per i campi, tenendosi al coperto dietro i filari delle vigne, Giu\u00e0 Dei<\/p>\n<p>Fichi s\u2019avvicin\u00f2 al paese. La sua casa era una delle ultime ed esterne, l\u00e0 dove il paese si perdeva<\/p>\n<p>69<\/p>\n<p>negli orti, in mezzo a un dilagar verde di zucche: poteva darsi che i tedeschi non fossero arrivati<\/p>\n<p>ancora l\u00ec. Giu\u00e0 facendo capolino dai cantoni cominci\u00f2 a scivolare nel paese. Vide una strada vuota<\/p>\n<p>coi consueti odori di fieno e di stallino, e questi nuovi rumori che venivano dal centro del paese:<\/p>\n<p>voci disumane e passi ferrati. La sua casa era l\u00ec: ancora chiusa. Era chiusa sia la porta della stalla a<\/p>\n<p>pianterreno sia quella delle stanze, in cima alla consunta scala esterna, tra cespi di basilico piantati<\/p>\n<p>dentro pentole di terra. Una voce dall\u2019interno della stalla disse: &#8211; Muuuuuu.. &#8211; Era la mucca<\/p>\n<p>Coccinella che riconosceva l\u2019avvicinarsi del padrone. Giu\u00e0 si rimescol\u00f2 di contentezza.<\/p>\n<p>Ma ecco che sotto un archivolto si sent\u00ec rimbombare un passo umano: Giu\u00e0 si nascose nel vano<\/p>\n<p>di una porta tirando indietro la pancia rotonda. Era un tedesco dall\u2019aria contadina, coi polsi e il collo<\/p>\n<p>allampanati che sporgevano dalla corta giubba, le gambe lunghe lunghe e un fucilaccio lungo<\/p>\n<p>quanto lui. S\u2019era allontanato dai compagni per veder di cacciare qualcosa per suo conto; e anche<\/p>\n<p>perch\u00e9 le cose e gli odori del paese gli ricordavano cose e odori noti. Cos\u00ec andava fiutando l\u2019aria e<\/p>\n<p>guardando intorno con una gialla faccia porcina sotto la visiera dello schiacciato chepp\u00ec. In quella<\/p>\n<p>Coccinella disse: &#8211; Muuuu&#8230; &#8211; Non capiva come mai il padrone non arrivasse ancora. Il tedesco ebbe<\/p>\n<p>un guizzo in quei suoi panni striminziti e si diresse subito alla stalla; Giu\u00e0 Dei Fichi non respirava<\/p>\n<p>pi\u00f9.<\/p>\n<p>Vide il tedesco che s\u2019accaniva a dar calci alla porta: presto l\u2019avrebbe sfondata, di sicuro. Giu\u00e0<\/p>\n<p>allora scanton\u00f2 e pass\u00f2 dietro la casa, and\u00f2 al fienile e prese a rovistare sotto il fieno. C\u2019era nascosta<\/p>\n<p>la sua vecchia doppietta da caccia, con una fornita cartuccera. Giu\u00e0 caric\u00f2 il fucile con due<\/p>\n<p>pallottole da cinghiale, si cinse la pancia con la cartuccera e quatto quatto, a fucile spianato, and\u00f2 a<\/p>\n<p>appostarsi all\u2019uscita della stalla. Gi\u00e0 il tedesco stava uscendo tirandosi dietro Coccinella legata ad<\/p>\n<p>una fune. Era una bella mucca rossa a macchie nere e perci\u00f2 si chiamava Coccinella. Era una mucca<\/p>\n<p>giovane, affettuosa e puntigliosa: ora non voleva lasciarsi portar via da quest\u2019uomo sconosciuto, e<\/p>\n<p>s\u2019impuntava; il tedesco la doveva spinger via per il garrese.<\/p>\n<p>Nascosto dietro un muro Giu\u00e0 Dei Fichi mir\u00f2. Ora bisogna sapere che Giu\u00e0 era il cacciatore pi\u00f9<\/p>\n<p>schiappino del paese. Non era mai riuscito a centrare, manco per sbaglio, non dico una lepre ma<\/p>\n<p>nemmeno uno scoiattolo. Quando sparava ai tordi al fermo, quelli manco si muovevano dal ramo.<\/p>\n<p>Nessuno voleva andare a caccia con lui perch\u00e9 impallinava il sedere dei compagni. Non aveva mira<\/p>\n<p>e gli tremavano le mani. Figuriamoci adesso, tutto emozionato com\u2019era!<\/p>\n<p>Puntava, ma le mani gli tremavano e la bocca della doppietta continuava a girare in aria. Faceva<\/p>\n<p>per mirare al cuore del tedesco e subito gli appariva il sedere della mucca sul mirino. \u00abOhim\u00e8 di<\/p>\n<p>me! &#8211; pensava Giu\u00e0, &#8211; e se sparo al tedesco e uccido Coccinella?\u00bb E non s\u2019azzardava a tirare.<\/p>\n<p>Il tedesco s\u2019avanzava a stento con questa mucca che sentiva la vicinanza del padrone e non si<\/p>\n<p>lasciava trascinare. S\u2019accorse a un tratto che i suoi commilitoni avevano gi\u00e0 sgombrato il paese e<\/p>\n<p>scendevano per lo stradone. Il tedesco s\u2019accinse a raggiungerli con quella testarda mucca dietro.<\/p>\n<p>Giu\u00e0 li seguiva a distanza, saltando dietro le siepi e i muretti e puntando ogni tanto il fucilaccio. Ma<\/p>\n<p>non riusciva a tener ferma l\u2019arma e il tedesco e la mucca eran sempre troppo vicini l\u2019uno all\u2019altra<\/p>\n<p>perch\u00e9 lui s\u2019azzardasse a far partire un colpo. Che se la dovesse lasciar portare via?<\/p>\n<p>Per raggiungere la colonna che s\u2019allontanava, il tedesco prese una scorciatoia per il bosco.<\/p>\n<p>Adesso riusciva pi\u00f9 facile a Giu\u00e0 tenergli dietro nascondendosi tra i tronchi. E forse ora il tedesco<\/p>\n<p>avrebbe proceduto pi\u00f9 discosto dalla mucca in modo che fosse possibile tirargli.<\/p>\n<p>Una volta nel bosco Coccinella parve perdere la riluttanza a muoversi, anzi, poich\u00e9 il tedesco tra<\/p>\n<p>quei viottoli si raccapezzava poco, era lei a guidarlo e a decidere nei bivi. Non pass\u00f2 molto e il<\/p>\n<p>tedesco s\u2019accorse che non era sulla scorciatoia dello stradone ma in mezzo al bosco fitto: in una<\/p>\n<p>parola s\u2019era smarrito insieme a quella mucca.<\/p>\n<p>Graffiandosi il naso nei roveti e finendo a pi\u00e8 pari nei ruscelli Giu\u00e0 Dei Fichi gli teneva dietro,<\/p>\n<p>tra frulli di scriccioli che prendevano il volo e sgusciar di ranocchi dei pantani. Prendere la mira in<\/p>\n<p>mezzo agli alberi era ancor pi\u00f9 difficile, a farla passare attraverso tanti ostacoli e con quella groppa<\/p>\n<p>rossa e nera tanto estesa che gli si parava sempre sotto gli occhi.<\/p>\n<p>Il tedesco gi\u00e0 guardava con paura il bosco fitto, e studiava come poteva fare a uscirne, quando<\/p>\n<p>ud\u00ec un fruscio in un cespuglio di corbezzoli e sbuc\u00f2 fuori un bel maiale rosa. Mai al suo paese aveva<\/p>\n<p>70<\/p>\n<p>visto maiali che girassero nei boschi. Moll\u00f2 la corda della mucca e si mise dietro al maiale.<\/p>\n<p>Coccinella appena si vide libera s\u2019inoltr\u00f2 trotterellando per il bosco, che sentiva pullulare di<\/p>\n<p>presenze amiche.<\/p>\n<p>Per Giu\u00e0 era venuto il momento di sparare. Il tedesco s\u2019affaccendava intorno al porco,<\/p>\n<p>l\u2019abbracciava per tenerlo fermo, ma quello gli sgusciava via.<\/p>\n<p>Giu\u00e0 era l\u00ec l\u00ec per schiacciare il grilletto, quando gli apparvero vicini due bambini, un maschietto e<\/p>\n<p>una piccina, coi berrettini di lana a pon-pon e le calze lunghe. I bambini avevano i lucciconi in pelle<\/p>\n<p>in pelle: &#8211; Tira bene, Giu\u00e0, mi raccomando, &#8211; dicevano, &#8211; se ci ammazzi il maiale non ci resta pi\u00f9<\/p>\n<p>nulla! &#8211; A Giu\u00e0 Dei Fichi quel fucile nelle mani riprese a ballar la tarantella: era un uomo di cuore<\/p>\n<p>troppo tenero e s\u2019emozionava troppo, non perch\u00e9 doveva ammazzare quel tedesco ma per il rischio<\/p>\n<p>che correva il maiale di quei due poveri bambini.<\/p>\n<p>Il tedesco rotolava contro pietre e cespugli con quel maiale tra le braccia che si dibatteva e<\/p>\n<p>gridava: &#8211; Ghiii&#8230; ghiii&#8230; ghiii&#8230; &#8211; A un tratto ai gridi del maiale rispose un &#8211; Bee\u201a&#8230; &#8211; e da una grotta<\/p>\n<p>usc\u00ec un agnellino. Il tedesco lasci\u00f2 scappare il porco e si mise dietro all\u2019agnellino. Strano bosco,<\/p>\n<p>pensava, con maiali nei cespugli e agnelli nelle tane. E acchiappato per una zampa l\u2019agnellino che<\/p>\n<p>belava a perdifiato se lo iss\u00f2 in spalla come il Buon Pastore, ed and\u00f2 via. Giu\u00e0 Dei Fichi lo seguiva<\/p>\n<p>quatto quatto. \u201cStavolta non scappa. Stavolta c\u2019\u00e8\u201d, diceva e gi\u00e0 stava per tirare, quando una mano<\/p>\n<p>gli alz\u00f2 la canna del fucile. Era un vecchio pastore con la barba bianca, che giunse le mani verso di<\/p>\n<p>lui dicendo: &#8211; Giu\u00e0, non mi ammazzare l\u2019agnellino, uccidi lui ma non mi ammazzare l\u2019agnellino.<\/p>\n<p>Mira bene, una volta tanto, mira bene! &#8211; Ma Giu\u00e0 ormai non capiva pi\u00f9 niente, e non trovava<\/p>\n<p>nemmeno il grilletto.<\/p>\n<p>Il tedesco andando per il bosco faceva scoperte da restar a bocca aperta: pulcini sopra gli alberi,<\/p>\n<p>porcellini d\u2019India che facevano capolino dal cavo dei tronchi. C\u2019era tutta l\u2019arca di No\u00e8. Ecco che su<\/p>\n<p>un ramo di pino vide posato un tacchino che faceva la ruota. Subito, alz\u00f2 la mano per pigliarlo, ma<\/p>\n<p>il tacchino, con un piccolo salto, and\u00f2 ad appollaiarsi su un ramo del palco pi\u00f9 alto, sempre<\/p>\n<p>continuando a far la ruota. Il tedesco, lasciando l\u2019agnello, cominci\u00f2 ad arrampicarsi su quel pino.<\/p>\n<p>Ma ogni palco di rami che lui saliva, il tacchino andava su d\u2019un altro palco, senza scomporsi,<\/p>\n<p>impettito e coi penduli bargigli fiammeggianti.<\/p>\n<p>Giu\u00e0 avanzava sotto l\u2019albero con un ramo frondoso sulla testa, altri due sulle spalle e uno legato<\/p>\n<p>alla canna del fucile. Ma arriv\u00f2 una giovane grassottella con un fazzoletto rosso intorno al capo. &#8211;<\/p>\n<p>Giu\u00e0, &#8211; disse, &#8211; stammi a sentire, se ammazzi il tedesco io ti sposo, se m\u2019ammazzi il tacchino ti<\/p>\n<p>taglio le budella -. Giu\u00e0 che era anziano ma scapolo e pudico, divent\u00f2 tutto rosso e il fucile gli<\/p>\n<p>ruotava davanti come un girarrosto.<\/p>\n<p>Il tedesco salendo era arrivato ai rami pi\u00f9 sottili, finch\u00e9 uno non gli si spezz\u00f2 sotto i piedi e lui<\/p>\n<p>casc\u00f2. Per poco non fin\u00ec addosso a Giu\u00e0 Dei Fichi, che questa volta ebbe occhio e scapp\u00f2 via. Ma<\/p>\n<p>lasci\u00f2 per terra tutti i rami che lo nascondevano, cos\u00ec il tedesco cadde sul morbido e non si fece<\/p>\n<p>niente.<\/p>\n<p>Cadde e vide una lepre sul sentiero. Ma non era una lepre: era panciuta e ovale e sentendo<\/p>\n<p>rumore non scapp\u00f2, ma s\u2019appiatt\u00ec per terra. Era un coniglio e il tedesco lo prese per gli orecchi.<\/p>\n<p>Avanzava cos\u00ec col coniglio che squittiva e si contorceva in tutti i sensi e lui era costretto per non<\/p>\n<p>farselo scappare a saltare in qua e in l\u00e0 col braccio alzato. Il bosco era tutto muggiti e belati e<\/p>\n<p>coccod\u00e9: a ogni passo si facevano nuove scoperte d\u2019animali: un pappagallo su un ramo d\u2019agrifoglio,<\/p>\n<p>tre pesci rossi sguazzanti in una polla.<\/p>\n<p>A cavalcioni d\u2019un alto ramo d\u2019una annosa quercia Giu\u00e0 seguiva la danza del tedesco col coniglio.<\/p>\n<p>Ma era difficile prenderlo di mira perch\u00e9 il coniglio cambiava continuamente posizione e capitava<\/p>\n<p>in mezzo. Giu\u00e0 si sent\u00ec tirare per un lembo del gilecco: era una ragazzina con le trecce e la faccia<\/p>\n<p>lentigginosa: &#8211; Non uccidermi il coniglio, Giu\u00e0, se no \u00e8 lo stesso che me lo porti via il tedesco.<\/p>\n<p>Intanto il tedesco era arrivato a un posto tutte pietre grige, r\u00f2se da licheni azzurri e verdi. Solo<\/p>\n<p>pochi pini scheletriti crescevano intorno, e vicino s\u2019apriva un precipizio. Nel tappeto d\u2019aghi di pino<\/p>\n<p>che giaceva in terra, stava razzolando una gallina. Il tedesco fece per rincorrere la gallina e il<\/p>\n<p>coniglio gli scapp\u00f2.<\/p>\n<p>71<\/p>\n<p>Era la gallina pi\u00f9 magra, vecchia e spennacchiata che mai si fosse vista. Apparteneva a Girumina,<\/p>\n<p>la vecchia pi\u00f9 povera del paese. Il tedesco l\u2019ebbe presto tra le mani.<\/p>\n<p>Giu\u00e0 s\u2019era appostato in cima a quelle rocce e aveva costruito un piedestallo di pietre per il suo<\/p>\n<p>fucile. Anzi aveva messo su proprio la facciata d\u2019un fortino, con solo una stretta feritoia per far<\/p>\n<p>passare la canna del fucile. Adesso poteva sparare senza scrupoli, ch\u00e9 se anche ammazzava quella<\/p>\n<p>gallina spennacchiata era mal di poco. Ma ecco che la vecchia Girumina, raggomitolata in scialli<\/p>\n<p>neri e cenciosi, lo raggiunse e gli fece questo ragionamento: &#8211; Giu\u00e0, che i tedeschi mi portino via la<\/p>\n<p>gallina, unica cosa che mi resti al mondo, \u00e8 gi\u00e0 triste. Ma che sia tu che me l\u2019ammazzi a fucilate \u00e8<\/p>\n<p>pi\u00f9 triste ancora.<\/p>\n<p>Giu\u00e0 riprese a tremare pi\u00f9 di prima, per la gran responsabilit\u00e0 che gli toccava. Pure si fece forza e<\/p>\n<p>schiacci\u00f2 il grilletto.<\/p>\n<p>Il tedesco sent\u00ec lo sparo e vide la gallina che gli starnazzava in mano restare senza coda. Poi un<\/p>\n<p>altro colpo, e la gallina restare senza un\u2019ala. Era una gallina stregata, che esplodeva ogni tanto e gli<\/p>\n<p>si consumava in mano? Un altro scoppio e la gallina fu completamente spennata, pronta per andare<\/p>\n<p>arrosto, e pure continuava a starnazzare. Il tedesco che cominciava a esser preso dal terrore la<\/p>\n<p>teneva per il collo discosta da s\u00e9. Una quarta cartuccia di Giu\u00e0 le tronc\u00f2 il collo proprio sotto la sua<\/p>\n<p>mano e lui rimase con la testa in mano che si muoveva ancora. Butt\u00f2 via tutto e scapp\u00f2 via. Ma non<\/p>\n<p>trovava pi\u00f9 sentieri. Vicino a lui s\u2019apriva quel roccioso precipizio. Ultimo albero prima del<\/p>\n<p>precipizio era un carrubo e sui rami del carrubo il tedesco vide rampare un grosso gatto.<\/p>\n<p>Ormai non si stupiva pi\u00f9 di vedere animali domestici sparsi per il bosco e avanz\u00f2 la mano per<\/p>\n<p>accarezzare il gatto. Lo prese per la collottola e sperava di consolarsi a sentirlo far le fusa.<\/p>\n<p>Ora bisogna sapere che quel bosco era da tempo infestato da un feroce gatto selvatico che<\/p>\n<p>uccideva i volatili e talvolta si spingeva fino al paese nei pollai. Cos\u00ec il tedesco che credeva di sentir<\/p>\n<p>fare ronron, si vide precipitare il felino contro a pelo dritto e arruffato e sent\u00ec le sue unghie farlo a<\/p>\n<p>brani. Nella zuffa che segu\u00ec l\u2019uomo e la belva rotolarono ambedue nel precipizio.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che Giu\u00e0, tiratore schiappino, fu festeggiato come il pi\u00f9 grande partigiano e cacciatore<\/p>\n<p>del paese. Alla povera Girumina fu comprata una covata di pulcini a spese della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bosco degli animali I giorni di rastrellamento, al bosco sembra che ci sia la fiera. 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