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Il 23 settembre arriva l’equinozio d’autunno, salutato da Venere al massimo della sua luminosità. E’ un giorno speciale perché segna l’arrivo di una nuova stagione e perché la durata del giorno è uguale a quella della notte. Il disco solare rimane infatti per lo stesso numero di ore sopra e sotto l’orizzonte. Il termine equinozio deriva infatti dalle parole latine ‘aequus’, che significa uguale, e ‘nox’, notte.

L’equinozio scatta alle 3,54 italiane quando il Sole, nel suo movimento apparente lungo la proiezione in cielo dell’orbita terrestre, ossia l’eclittica, incrocia l’equatore celeste, passando da Nord a Sud. Nello stesso giorno nell’emisfero meridionale comincia la primavera. Durante l’equinozio il Sole passa esattamente allo zenit, posto al centro della volta celeste: questo significa che un osservatore che si trova lungo la linea dell’equatore terrestre, durante l’equinozio, vede il Sole sulla sua testa, cioè a 90 gradi precisi sull’orizzonte.

L’appuntamento con questo evento astronomico non cade sempre nella stessa data, ma oscilla tra il 21 e il 24 settembre, a causa degli anni bisestili che possono farlo slittare anche di molte ore da un anno all’altro.