Prosegue con successo l’interessante esperienza portata avanti da una quarantina di studenti di quarta e quinta del Liceo Scientifico “Peano” che, durante le vacanze di Natale, hanno provveduto alla distribuzione dei pasti serali alla mensa sociale di Cuneo gestita da Caritas, Associazione “Orizzonti di Pace” e Acli, frequentata da oltre una trentina di persone, tra italiani e stranieri.

Iniziata sperimentalmente proprio nei giorni di festa, l’apertura serale ha ottenuto un riscontro molto positivo, perciò le associazioni proponenti hanno deciso di estendere il servizio a tutte le sere, compresi sabato e domenica. I weekend (dal venerdì) sono gestiti, come volontari, dagli studenti dello Scientifico (4 alla volta) con l’appoggio di un adulto.

“L’idea – spiega il prof. Paolo Romeo, collaboratore della Dirigente dello Scientifico e docente di Religione nella scuola – è nata dall’annuncio dell’estensione del servizio mensa alla sera durante le vacanze di Natale, da parte del direttore della Caritas Claudio Mezzavilla; alla richiesta di attivarsi per reperire ulteriori volontari (oltre a quelli che gestiscono ogni giorno dell’anno il pranzo) ho risposto sull’istante che erano disponibili gli studenti più grandi del Liceo Scientifico. E così è stato”.

L’impegno richiesto va dalle 18,15 alle 20 circa; il cibo arriva in contenitori dalle cucine dell’ospedale di Cuneo, nell’ottica del ridimensionamento dello spreco di quanto non distribuito.

“Andremo avanti coi turni del Liceo fino a fine scuola per ogni fine settimana – prosegue Romeo – poi si vedrà. Gli studenti che lo desiderano possono anche inserirsi nei normali turni dal lunedì al giovedì”.

“Il nostro lavoro – dice Elisa Caldano studentessa della IV D, una delle partecipanti all’iniziativa – consiste, oltre che nell’accogliere e registrare le persone a cui viene servita la cena, nel preparare i tavolini e, quando giunge il cibo ritirato dall’ospedale, portarlo in tavola. Dopo che gli ospiti se ne sono andati, svuotiamo le bottiglie e puliamo i tavoli, il pavimento e il bagno”.

“L’iniziativa è molto positiva – prosegue Elisa – perché ci pone a contatto con le realtà della povertà presenti anche nella nostra città che a noi può apparire priva di problematiche. Prendervi parte è una buona occasione per aprirci gli occhi su situazioni che a noi giovani non sempre è dato vedere”.