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La letteratura scientifica sulla cinematica della nostra galassia descrive il nostro sistema stellare come un’enorme girandola in rotazione attorno a un asse perpendicolare al piano del disco galattico. Ma l’idea che il sistema sia simmetrico rispetto all’asse di rotazione e in condizioni di equilibrio dinamico è probabilmente da rivedere. Ad affermarlo sono, in uno studio pubblicato su “Astronomy & Astrophysics” , Martin Lòpez Corredoira, dell’istituto di astrofisica delle Canarie, e Francesco Sylos Labini, dell’istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR – ISC), che hanno scoperto movimenti stellari significativamente distanti dal semplice moto rotazionale. Grazie ai dati raccolti dalla missione Gaia dell’Agenzia spaziale europea, i due ricercatori hanno infatti determinato il moto di un elevato numero di stelle della Via Lattea e scoperto che molte hanno anche componenti di velocità radiali, ovvero lungo la congiungente stella-centro della nostra galassia, e verticali, ovvero perpendicolari al piano del disco galattico. Questa scoperta costringe gli astronomi a rivedere i modelli dinamici della Via Lattea, sul cui equilibrio si basa anche la stima della materia oscura, la misteriosa materia che compone il 27% dell’universo e non interagisce con la radiazione elettromagnetica, contenuta al suo interno. (EmRi – da Le Scienze – Gennaio 2019)